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Siamo a luglio ed è tempo di partenze... No, non sto parlando delle vacanze al mare...Mi riferisco e dedico questo messaggio a tutte quelle persone che, al contrario, stanno tornando a casa da quei brevi, ma intensi mesi di erasmus. Forse io dovrei essere l'ultima a parlare, dato che, per “paura” di tornare a casa avevo deciso di rimanere lì l'intera estate per divertirmi e godermi l'esperienza al massimo. Forse dovrei anche essere l'ultima a parlare, perchè se ritornassi indietro nel diario di Facebook a qualche mese fa, ritroverei un lungo e deprimente post sulla famosa depressione post- erasmus. Insomma probabilmente non sono la persona ideale punto, ma in questi ultimi giorni, tra un esame e l'altro, continuo a leggere di feste di addio, depressione per il ritorno alla normalità, lacrime ecc ecc. e mi sento quasi in dovere di cercare di consolare queste persone.
 
Quando sono partita per l'erasmus era l'11 settembre 2012, quando sono ritornata era il 29 agosto 2013. Durante quest'anno in Italia sarò tornata a casa per un totale di 3 settimane circa. Eppure all'inizio non sapevo neanche se sarei durata tre mesi da sola all'estero, ma di sicuro ero certa che questa esperienza doveva finire presto o tardi. Non lo nego, alcuni miei amici sono rimasti: chi per finire il dottorato, chi per provare a entrarci in un dottorato o addirittura per cercare direttamente lavoro. Io al contrario avevo degli obblighi da portare a termine e non potevo farlo, a malincuore, in Svizzera. 

Una volta a casa nessuno probabilmente ha visto quanto stessi male davvero: mi rinchiudevo in camera a studiare e ogni tot di pagine piangevo, stavo in doccia quei 10 minuti in più perchè essendo sola, ripensavo a tutto l'anno passato e ripiangevo, nel letto prima di addormentarmi ripetevo e piangevo ancora. Continuavo a chiedermi: perchè sono tornata? All'inizio non avevo nulla, ma con fatica avevo trovato una casa, un lavoro, degli amici, Lui, qualcuno a cui tenere davvero...Perchè tornare? Alla fine avevo scelto ancora me stessa e i doveri che mi ero ripromessa di riprendere una volta tornata...Sono stata così male che neanche dopo tre settimane dal mio ritorno avevo giá comprato il biglietto per tornare indietro. Avevo bisogno di determinate conferme e, non ci crederete forse, ma una volta preso i biglietti mi sono sentita subito meglio! Nel frattempo i giorni passavano e le persone conosciute in erasmus le sentivo sempre meno e continuavo a chiedermi “Com'é possibile? Prima ci vedevamo tutti i giorni e ora non riusciamo più a dirci niente o non parliamo più così spesso.” 
Iniziata l'università, sempre nel pieno della mia depressione, ho contattato ESN e sono assolutamente convinta che questa mi abbia salvato! Grazie all'associazione ero sempre in un ambiente dinamico, ero sempre occupata e conoscevo sempre gente nuova. Ero rientrata nell'ambiente a cui mi ero abituata a vivere. 

Mi ricordo ancora quando a ottobre sono entrata per la prima volta nella casa degli erasmus di Bergamo: erano tutti insieme seduti sul divano a bere e parlare. Non nego che un sentimento di tristezza mi abbia pervaso: ho rivisto me stessa nel basement, nella residenza vicino a Wettsteinbrücke..Dove erano i miei amici? Paula, Edu, Douglas e gli altri?

Poi a novembre sono tornata a Basel e ci sono rimasta per 10 giorni e, col senno di poi , sono stati anche troppi. I primi due giorni sono stati una festa, sembrava non essermene mai andata e mi sono resa conto che sì, mi ero persa qualcosa ma non importava perchè anche loro si erano persi qualcosa di me e poi d'altronde, come tutto l'erasmus, era importante l'attimo, il momento e la persona con cui lo vivevi, non il resto e in quel momento stavo bene con loro. Ritornata in patria ero ancora più confusa: avevo avuto determinate conferme (l'affetto di determinati amici che avevo lasciato là), ma certi rapporti si erano chiusi e altri erano sempre più in bilico...Passati i mesi non stavo peggio, ma neanche troppo meglio (rivedi mio post deprimente di qualche mese fa..), ma cercavo di tenermi occupata e la compagnia di certe persone mi ha aiutato. Ho rivisto le persone del mio erasmus tre volte quest'anno e sono tornata in Svizzera due volte. A parte una mia coinquilina, nessuno di loro è mai venuto a trovarmi in Italia.

Al ritorno dalla mia ultima visita non so come, ho avuto una specie di sensazione, una consapevolezza: quella sarebbe stata la mia ultima volta a Basel in Svizzera prima di molti anni. Ho capito che quella è stata una fase e che era giustamente terminata. Cercavo conferme e le ho avute e quello è stato l'importante. Quando chiudo gli occhi, dico sempre a chi mi domanda qualcosa di questa esperienza, che con l'occhio destro vedo ancora Barfüsserplatz, il Reno e il tram 6, con l'occhio sinistro vedo città alta, l'università e Piazza Pontida.

Sicuramente mi sono dilungata anche troppo su quello che ho vissuto, ma il punto è che SÎ! Tornare fa schifo, ma capirete ad un certo punto che quando ripenserete al vostro erasmus non farete un sorriso malinconico o inizierete a piangere. Sarete contenti e felici di aver vissuto un'esperienza che non tutti si possono permettere di fare. Non tanto per motivi economici o per qualche altro motivo materiale, ma perchè voi, noi, abbiamo avuto il coraggio di farlo! E ve lo posso assicurare, non tutti ce l'hanno!
 
Piangerete, vi deprimerete e starete da schifo e non voglio essere banale dicendo che tutto passa prima o poi, ma una cosa è sicura: nonostante sia certo che voi dentro siete cambiati, mentre a casa tutto é rimasto uguale, è altrettanto vero che la voglia di ricominciare dipende solo da voi e dalla voglia che voi mettete nei vostri progetti futuri!
 
L' Erasmus non é la fine, ma solo un trampolino di lancio!
 
- Cecilia Di Pietro erasmus a Basel, ESNr presso ESN Bergamo -